Avanade crede in un modello d’impresa in cui l’intelligenza artificiale generativa si integra in maniera nativa nei processi, dando luogo a un’AI che pensa con l’utente e che può anche parlare con l’utente, aprendo a un’interazione quotidiana e concreta tra umano e macchina.
Nascono dunque le cosiddette Frontier Firm che, nella visione di Avanade, sono aziende che non si limitano ad adottare tecnologie, ma le trasformano in cultura organizzativa. In queste realtà, l’intelligenza artificiale impara, collabora, anticipa diventando una compagna di pensiero: parte attiva dei processi decisionali, capace di adattarsi e agire al fianco dei manager. L’agente non sostituisce, ma libera capacità cognitiva e restituisce tempo, chiarezza e capacità di azione.
Secondo il Work Trend Index 2025 di Microsoft, il 71% dei lavoratori riconosce già il valore della collaborazione con l’AI, ma l’80% si dichiara sovraccarico e confuso di fronte alla velocità del cambiamento. Dati che confermano quanto la tecnologia, per essere realmente abilitante, debba essere integrata e guidata da persone e processi chiari. E in questo senso il contributo di Avanade è concreto: dall’adozione guidata di agenti alla definizione di policy e framework di sicurezza, fino a percorsi di change management che rendono l’innovazione accessibile.
L’approccio security by design consente alle imprese di sfruttare appieno i benefici dell’AI, riducendo i rischi e migliorando la produttività. Per Avanade, l’intelligenza artificiale non è più una rivoluzione da annunciare, ma una competenza da allenare. Le aziende che sapranno integrare la tecnologia nei propri modelli di governance e cultura saranno le protagoniste della prossima ondata di competitività del Paese.


